Anche oggi sul raccordo Perugia Bettolle pausa pranzo col “purchettu”. Giovedi scorso sull’area di sosta prima dell’uscita di Torricella campeggiava, ben visibile dagli automobilisti che correvano lungo il rettilineo, il chiosco d’un ambulante con tanto di cartelli “Patatine- Panini e Porchetta”. Contrariamente alle aspettative applicava prezzi modici: 80 centesimi per una bottiglietta d’acqua. Anche meno di certi bar.
Incuriosita dalla novità mi sono fermata con una borsa piena di perché (e non solo).
L’ambulante mi ha confessato di essere “abusivo”, in risposta alla meraviglia tanta che ho mostrato nel vedere – per la prima volta – un chiosco sul raccordo. Poi si è corretto. “Cioè abusivi, siamo stati dai vigili e ci hanno detto che per legge possiamo sostare due ore per strada. Da mezzogiorno siamo qui”. A parte il fatto che le due ore erano passate (l’orologio segnava le 14,50), mi ha spiegato che vorrebbero avere dal Comune l’autorizzazione per poter utilizzare il lembo di erba a fianco della piazzola di sosta. A loro spese sarebbero anche disposti a metterlo a posto. Anche: l’utilizzo di aree demaniali e pubbliche prevede comunque che la pulizia e manutenzione ordinaria sia a carico del concessionario. Ma questo è un altro discorso.
A voler essere pedissequi e pure un po’ rompicoglioni, il furgone ambulante in quell’area di sosta non poteva starci. Lo dice un cartello di divieto che vale per gli automobilisti e quindi anche per altre tipologie di utenti – non ammessi! – della cosiddetta “superstrada”.
Appagate in parte le mie domande ho preso la mia bottiglietta e ho lasciato il povero cristo alla sua porchetta. Magari riusciva a portare a casa qual cosina in più del solito. Per una volta “yes we can” ho pensato.
All’indomani la mia curiosità forse un po’ pettegola mi ha spinto a fare due domandine, tanto alla Polizia Stradale, che ha competenza sul raccordo in merito a controlli e sicurezza, che alla Polizia Municipale di Magione. Entrambi i responsabili mi hanno confermato che questo genere di attività non è permessa sul raccordo, e dal Comando della Muncipale hanno anche precisato che loro non rilasciano alcun tipo di autorizzazione in merito, e che la legge, comunque, prevede di sostare un’ora sulle strade principali e secondari. Certamente non sulla quattro corsie.
Va bene, il porchettaro c’ha provato. Poverino, coi tempi che corrono il primo a dover mangiare è lui, mica solo i suoi clienti. Venerdi in prima serata infatti era davanti al mercatone col solito trancio di mezza porchetta.
Oggi però è tornato sulla solita piazzola prima di Torricella, a vendere panini con lu purchettu, bibite e patatine. Ma sì, viva gli italiani che fanno sempre come gli pare!
Se un giorno credi..
« Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica di aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.» (Igor Ivanovič Sikorsky)
lunedì 29 giugno 2009
Quando il lupo perde il pelo ma non la porchetta
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martedì 23 giugno 2009
Canile di Vernazzano: to be continued??
Dal Giornale dell'Umbria di domenica 21 giugno
IL CANILE PROSSIMO ALLA CHIUSURA MA IN GERMANIA CONTINUA LA RACCOLTA FONDI?
TUORO – Continua in Germania la raccolta fondi per il canile di Vernazzano, nonostante le disposizioni istituzionali ne prevedano la chiusura. Il nuovo appello, dopo quello - sospeso- per costruire un depuratore, è stato lanciato tramite la rivista dell’associazione Allgemeiner Tierhilfsdienst (che cura le adozioni in terra teutonica) “per poter continuare ad aiutare i cani italiani”, consultabile all’indirizzo mobile-tierrettung.eu. “Tuoro in cifre”: l’associazione tedesca spiega che per mantenere il canile spende al mese “1300 euro per una persona a tempo pieno e 530 euro per una part time (incluse le tasse), 700 euro per spese veterinarie e mille euro per mangime”, in tutto 3500 euro mensili. La cosa singolare è che già dal marzo scorso il ricovero di Vernazzano, ex canile comprensoriale (dalla metà del 2007 i cani della Asl2 vengono portati a Todi), doveva avere non più di 20 cani in previsione della chiusura. Il perché si legge in una relazione dei Nas del novembre scorso che chiama in causa i requisiti igienici della struttura e motivi di ordine pubblico. Nel recente sopralluogo però le bestiole presenti erano ancora un centinaio. Non a caso nell’ultima rivista pubblicata l’associazione tedesca ha illustrato nel dettaglio “la grande pulizia di primavera” effettuata nel rifugio di Tuoro a fine marzo. Si legge che “sono state praticate cure veterinarie all’aperto da parte del medico dell’associazione Thomas Tamm e di sua moglie Susanne”; in verità si spiega che “come veterinario tedesco non può farlo in Italia” ma poi l’associazione conferma di aver “potuto trattare i cani contro parassiti, assicurare il cibo, castrare molti maschi”. Calcolatrice alla mano, i cani adottati in Germania sono stati una sessantina: erano 160 a fine marzo, ora sono 100. L’associazione racconta però di qualche “subbuglio” durante il carico dei cani, evidenziando il persistere di sospetti sulla destinazione delle bestiole. “Una volta era troppo piccolo il trasportino, poi non andava bene il numero del chip, poi c’era qualcosa di sbagliato sull’elenco, ma dopo quasi tre ore (finiva il suo turno), all’improvviso andava bene tutto e siamo potuti partire”.
IL CANILE PROSSIMO ALLA CHIUSURA MA IN GERMANIA CONTINUA LA RACCOLTA FONDI?
TUORO – Continua in Germania la raccolta fondi per il canile di Vernazzano, nonostante le disposizioni istituzionali ne prevedano la chiusura. Il nuovo appello, dopo quello - sospeso- per costruire un depuratore, è stato lanciato tramite la rivista dell’associazione Allgemeiner Tierhilfsdienst (che cura le adozioni in terra teutonica) “per poter continuare ad aiutare i cani italiani”, consultabile all’indirizzo mobile-tierrettung.eu. “Tuoro in cifre”: l’associazione tedesca spiega che per mantenere il canile spende al mese “1300 euro per una persona a tempo pieno e 530 euro per una part time (incluse le tasse), 700 euro per spese veterinarie e mille euro per mangime”, in tutto 3500 euro mensili. La cosa singolare è che già dal marzo scorso il ricovero di Vernazzano, ex canile comprensoriale (dalla metà del 2007 i cani della Asl2 vengono portati a Todi), doveva avere non più di 20 cani in previsione della chiusura. Il perché si legge in una relazione dei Nas del novembre scorso che chiama in causa i requisiti igienici della struttura e motivi di ordine pubblico. Nel recente sopralluogo però le bestiole presenti erano ancora un centinaio. Non a caso nell’ultima rivista pubblicata l’associazione tedesca ha illustrato nel dettaglio “la grande pulizia di primavera” effettuata nel rifugio di Tuoro a fine marzo. Si legge che “sono state praticate cure veterinarie all’aperto da parte del medico dell’associazione Thomas Tamm e di sua moglie Susanne”; in verità si spiega che “come veterinario tedesco non può farlo in Italia” ma poi l’associazione conferma di aver “potuto trattare i cani contro parassiti, assicurare il cibo, castrare molti maschi”. Calcolatrice alla mano, i cani adottati in Germania sono stati una sessantina: erano 160 a fine marzo, ora sono 100. L’associazione racconta però di qualche “subbuglio” durante il carico dei cani, evidenziando il persistere di sospetti sulla destinazione delle bestiole. “Una volta era troppo piccolo il trasportino, poi non andava bene il numero del chip, poi c’era qualcosa di sbagliato sull’elenco, ma dopo quasi tre ore (finiva il suo turno), all’improvviso andava bene tutto e siamo potuti partire”.
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"Annibale al Trasimeno" fa il "bis" il 21 giugno 2009
Tuoro sul TrasimenoIl 21 giugno Annibale ha vinto due volte sulle rive del lago. Domenica sera circa duecentocinquanta persone hanno affollato il Teatro dell’Accademia per la presentazione del documentario in 3d “Annibale al Trasimeno”, con molte presenze anche di “addetti ai lavori” provenienti da comuni limitrofi, anche fuori regione. Dopo l’applaudita anteprima nazionale a Rimini, all’interno del cartellone eventi in programma per il prestigioso “Festival del Mondo Antico”, il film documentario di Luca Palma e Ernesto Vigneri è approdato a Tuoro, dove verrà anche prodotto in dvd a supporto del “Centro di documentazione sugli studi annibalici” di prossima inaugurazione a Tuoro presso il Palazzo del Capra (è prevista forse entro settembre). 
Il prodotto. È il primo esempio di documentario in 3d realizzato con la consulenza storico -scientifica accademica del professore Giovanni Brizzi (Ordinario di Storia romana presso l’Università degli Studi di Bologna) presente in sala domenica insieme agli altri autori, il dott. Ermanno Gambini dell’Università di Perugia, ispiratore del documentario e coordinatore del progetto Annibale, e Antonio Barone, arrivato direttamente dalla Sicilia, Presidente della Rotta dei Fenici, l’itinerario turistico culturale contenitore del progetto del percorso annibalico.
In quaranticinque minuti vengono raccontati gli episodi della seconda Guerra Punica, la vita di Annibale e la Battaglia del Trasimeno, l’imboscata che nel 217 a.C. le truppe del condottiero cartaginese realizzarono sulle sponde del lago Trasimeno ai danni dell’esercito romano guidato dal Console Flaminio. Una ricostruzione storica di alto valore tecnico e scientifico dove lo spettatore viene proiettato sul campo di battaglia attraverso la ricostruzione effettuata con le tecniche di character animation.
Il prodotto. È il primo esempio di documentario in 3d realizzato con la consulenza storico -scientifica accademica del professore Giovanni Brizzi (Ordinario di Storia romana presso l’Università degli Studi di Bologna) presente in sala domenica insieme agli altri autori, il dott. Ermanno Gambini dell’Università di Perugia, ispiratore del documentario e coordinatore del progetto Annibale, e Antonio Barone, arrivato direttamente dalla Sicilia, Presidente della Rotta dei Fenici, l’itinerario turistico culturale contenitore del progetto del percorso annibalico.
In quaranticinque minuti vengono raccontati gli episodi della seconda Guerra Punica, la vita di Annibale e la Battaglia del Trasimeno, l’imboscata che nel 217 a.C. le truppe del condottiero cartaginese realizzarono sulle sponde del lago Trasimeno ai danni dell’esercito romano guidato dal Console Flaminio. Una ricostruzione storica di alto valore tecnico e scientifico dove lo spettatore viene proiettato sul campo di battaglia attraverso la ricostruzione effettuata con le tecniche di character animation.
Il cartaginese in un mare di frames. A fimare la regia sono stati Luca Palma e Ernesto Vigneri dello studio perugino Poliovale, la sceneggiatura è stata curata da Antonella Valoroso. Le azioni compiute dai soldati dei due eserciti (quello romano e quello cartaginese) sono state realizzate come una partitura d'orchestra utilizzando e modellando azioni animate in 3d, prima facendo agire uno strumento per volta, nel nostro caso un attore per volta, e poi assemblando i movimenti (camminate, corse, duelli etc.) in un'unica composizione. Il percorso narrativo del documentario è molto interessante: alterna momenti di azione cn il character animation alle spiegazioni del Prof. Brizzi. Le tavole illustrate sono infine di Donato Spedaliere, punto di partenza per la modellazione in 3d degli ambienti e dei personaggi realizzata da Ernesto Vigneri e Luca Palma, risultate fondamentali anche per la definizione delle trame dei tessuti, del pigmento, delle armi dei soldati.
Applausi d’obbligo, a questo punto sorge spontanea la domanda – direbbe il buon Lubrano:
Applausi d’obbligo, a questo punto sorge spontanea la domanda – direbbe il buon Lubrano:ma perché quel 21 giugno del 217 a.C. il console Flaminio decise di avventurarsi per il Malpasso senza aspettare i rinforzi dal versante orientale?
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domenica 3 maggio 2009
VOLEVAMO STUPIRVI CON EFFETTI SPECIALI..
Pausa di riflessione per stress (pre)elettorale in riva al lago.
La simil -redazione si scusa molto con i simil-lettori, casuali, sporadici, periodici o assidui, di Trasìmeno Freestyle, ma nell'ultimo mese si sono esaurite le dita delle mani per rimpastare comunicati (simil) politici.
Di materiale per questo spazio di riflessione dove, alla fine, si scrive un po' più e un po' meno di quello che viene pubblicato sui quotidiani, ce n'era a iosa. Avrei potuto scrivere decine di (in) editoriali su vari argomenti. Sicuramente molti in merito ai movimenti politici e tellurici di questa campagna elettorale ormai partita senza più indugi o ufficiosità. Insomma, avremmo voluto stupirvi con effetti speciali ma non ce l'abbiamo fatta.
Per questo ci scusiamo. Anzi. Togliamo pure il plurale maiestatis perché qui di plurale c'è rimasto un grande esaurimento!
Quindi carissimi lettori, cavalcando l'onda un po' menefreghista della par condicio - istiuita per dare tregua ai cronisti, secondo il mio modesto parere, ancor prima che per garantire equità di informazione per le varie parti politiche - fino all'8 giugno il blog si prende una pausa ufficiale.
Ferie? macché. Elezioni amministrative. Chi tira da una parte chi dall'altra, quanti "euri" di telefono spesi per sapere talmente tante cose che poi non ho scritto!
L'appuntamento è tra un mese. Con tutti i sindaci nuovi e vecchi del Trasimeno. O forse anche in questo caso..saremo costretti a dire: "volevamo stupirvi con effetti speciali e invece non l'abbiamo fatto". In bocca al lupo a tutti!
La simil -redazione si scusa molto con i simil-lettori, casuali, sporadici, periodici o assidui, di Trasìmeno Freestyle, ma nell'ultimo mese si sono esaurite le dita delle mani per rimpastare comunicati (simil) politici.
Di materiale per questo spazio di riflessione dove, alla fine, si scrive un po' più e un po' meno di quello che viene pubblicato sui quotidiani, ce n'era a iosa. Avrei potuto scrivere decine di (in) editoriali su vari argomenti. Sicuramente molti in merito ai movimenti politici e tellurici di questa campagna elettorale ormai partita senza più indugi o ufficiosità. Insomma, avremmo voluto stupirvi con effetti speciali ma non ce l'abbiamo fatta.
Per questo ci scusiamo. Anzi. Togliamo pure il plurale maiestatis perché qui di plurale c'è rimasto un grande esaurimento!
Quindi carissimi lettori, cavalcando l'onda un po' menefreghista della par condicio - istiuita per dare tregua ai cronisti, secondo il mio modesto parere, ancor prima che per garantire equità di informazione per le varie parti politiche - fino all'8 giugno il blog si prende una pausa ufficiale.
Ferie? macché. Elezioni amministrative. Chi tira da una parte chi dall'altra, quanti "euri" di telefono spesi per sapere talmente tante cose che poi non ho scritto!
L'appuntamento è tra un mese. Con tutti i sindaci nuovi e vecchi del Trasimeno. O forse anche in questo caso..saremo costretti a dire: "volevamo stupirvi con effetti speciali e invece non l'abbiamo fatto". In bocca al lupo a tutti!
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Rinasce l'antica Misericordia di Città della Pieve
Da Il Giornale dell'Umbria del 30 aprile 2009
Dopo 60 anni risorge la Venerabile Confraternita della Misericordia di Gesù e San Giovanni Decollato di Città della Pieve, la più antica in Umbria, tra le prime in Italia. Il taglio del nastro, con il rito della vestizione, è avvenuto domenica scorsa alla presenza delle autorità locali, del presidente nazionale delle Misericordie e del coordinatore regionale Massinelli, e dell’Arcivescovo Chiaretti. Fino al dopoguerra la vestizione è stata celebrata ogni anno dal 1321, anno in cui viene redatto lo statuto di costituzione - ancora conservato- a cui seguì quello del 1492, del 1858 e poi del 2008. Risulta che fu il Beato Giacomo Villa a portare la Misericordia alla Pieve: durante il ‘600 vi confluirono molte confraternite per raccogliere “energie” necessarie nella gestione dell’ospedale, amministrato fino al 1912. Ed è nel secolo scorso che inizia un lento declino, tanto che dal dopoguerra ad oggi le attività si riducono a trasporti funebri e poco altro. Questo fino al gennaio 2009 quando ripartono i servizi, dopo l’iscrizione al registro regionale, e il rinnovo delle cariche sociali. In tre mesi sono stati effettuati ben 110 servizi per 5 mila km percorsi. Con 200 soci, 15 volontari operativi e 40 iscritti al corso di primo soccorso. “Nella sede non c’è il riscaldamento – racconta il governaotore Fabio Sberna – ma abbiamo preferito investire tutto nella qualità dei servizi sociali e sanitari, che sono ad offerta”. Sono stati acquistati con fondi propri un’ambulanza e un Doblò per disabili. Da qui riparte con grinta l’antica istituzione in memoria dei suoi settecento anni di storia.
Città della Pieve
Dopo 60 anni risorge la Venerabile Confraternita della Misericordia di Gesù e San Giovanni Decollato di Città della Pieve, la più antica in Umbria, tra le prime in Italia. Il taglio del nastro, con il rito della vestizione, è avvenuto domenica scorsa alla presenza delle autorità locali, del presidente nazionale delle Misericordie e del coordinatore regionale Massinelli, e dell’Arcivescovo Chiaretti. Fino al dopoguerra la vestizione è stata celebrata ogni anno dal 1321, anno in cui viene redatto lo statuto di costituzione - ancora conservato- a cui seguì quello del 1492, del 1858 e poi del 2008. Risulta che fu il Beato Giacomo Villa a portare la Misericordia alla Pieve: durante il ‘600 vi confluirono molte confraternite per raccogliere “energie” necessarie nella gestione dell’ospedale, amministrato fino al 1912. Ed è nel secolo scorso che inizia un lento declino, tanto che dal dopoguerra ad oggi le attività si riducono a trasporti funebri e poco altro. Questo fino al gennaio 2009 quando ripartono i servizi, dopo l’iscrizione al registro regionale, e il rinnovo delle cariche sociali. In tre mesi sono stati effettuati ben 110 servizi per 5 mila km percorsi. Con 200 soci, 15 volontari operativi e 40 iscritti al corso di primo soccorso. “Nella sede non c’è il riscaldamento – racconta il governaotore Fabio Sberna – ma abbiamo preferito investire tutto nella qualità dei servizi sociali e sanitari, che sono ad offerta”. Sono stati acquistati con fondi propri un’ambulanza e un Doblò per disabili. Da qui riparte con grinta l’antica istituzione in memoria dei suoi settecento anni di storia.
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domenica 22 marzo 2009
L'(in)editoriale- L'addetta stampa ignorante (nel senso che ignora)
Perugia
Lo so, un giornalista deve fare nome e cognome. Ma questa è una simil-redazione e facciamo come ci pare (finché ce lo consentono). Quindi chi vuol capire capisca..
In un noto hotel di Perugia, dove spesso avvengono concerti ed eventi musicali (non a caso ha una sala apposita) è stato presentato il singolo di una talentuosa giovane, figlia del Trasimeno. Ossia, per intenderci - a scanso di equivoci - figlia delle terre lacustri, quindi di una provincia, quella di Perugia, che lascia tanto spazio alle fantasie ma ammazza le ambizioni incerte. La ragazza ha stoffa, e lo ha dimostrato in molte occasioni: per chi proprio non fosse riuscito a sentire la potenza delle sue corde vocali, per alcune settimane è stata anche nella tv nazionale. E lì chi non voleva sentire lo ha fatto per forza: merita.
Eppure, nonostante tutto questo clamore e il successo, l'addetta stampa che ha curato il suo ultimo evento canoro in quel di Perugia ha avuto il coraggio di dire ad alcuni amici della "giovine talentuosa": "Beh però ha una bella voce eh?"
Della serie : Non è mai troppo tardi per capire, soprattutto se ti pagano per questo.
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SANTA MARIA DEI SERVI RIAPRE AL PUBBLICO CON UN NUOVO MUSEO DIOCESANO
Inaugurato il primo Museo Civico Diocesano di Città della Pieve- "Un punto di riferimento per tutta l'Umbria" - Ospiti illustri per il taglio del nastro e un pizzico di colore per un intervento inaspettato.
Il testo ufficioso. Seven seconds. Sette secondi ciascuno: questo era il tempo previsto per ciascuno degli illustri e numerosi relatori che sarebbero intervenuti all’inaugurazione del Museo Civico Diocesano presso la Chiesa di Santa Maria dei Servi. E di nomi importanti ce ne erano sabato pomeriggio in prima fila. Qualcuno, per impegni dell’ultimo minuto, è mancato all’appello degli invitati, ma l’evento è stato di clamore senza alcun dubbio.
L’aspetto più piacevole forse, oltre ad un parterre di ospiti patinati, è stato vedere gli occhi soddisfatti di tanti pievesi: per chi non aveva mai visto Santa Maria dei Servi è stata una sorpresa; per chi l’aveva vista l’ultima volta nel 1990 – prima dell’avvio dei lavori – un gradito ritorno.
Personalmente, mi sono lasciata avvolgere dalla luce mistica della Chiesa prima ancora che me ne rendessi conto. Aspetto però di godermela completamente vuota e in religioso silenzio, uno dei prossimi giorni.
Infine, in questa fulgida atmosfera - che univa la Lorenzetti a Chiaretti, i labari dei Terzieri pievesi alle spiegazioni tecniche dei progettisti - c’è stato l’intervento di Valerio Bittarello, esperto di storia locale, che ha colto tutti di sorpresa. Vuoi perché ha superato i famosi “seven seconds” concordati per far parlare tutti senza annoiare il pubblico, vuoi perché non era previsto, vuoi perché ha arricchito con un tocco di colore il complesso degli interventi precedenti. La sfumatura più simpatica della relazione di Bittarello è stata in fase di chiusura, quand rivolgendosi a Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, ha detto “perché vedete, se il mio amico Alberto gode, godo anche io. Io sono per una filosofia del piacere..” E forse, lasciatemelo dire, posso solo immaginare che qualcuno degli illustri invitati in prima fila abbia avuto un leggero fremito. Chapeau Valerio.
L’aspetto più piacevole forse, oltre ad un parterre di ospiti patinati, è stato vedere gli occhi soddisfatti di tanti pievesi: per chi non aveva mai visto Santa Maria dei Servi è stata una sorpresa; per chi l’aveva vista l’ultima volta nel 1990 – prima dell’avvio dei lavori – un gradito ritorno.
Personalmente, mi sono lasciata avvolgere dalla luce mistica della Chiesa prima ancora che me ne rendessi conto. Aspetto però di godermela completamente vuota e in religioso silenzio, uno dei prossimi giorni.
Infine, in questa fulgida atmosfera - che univa la Lorenzetti a Chiaretti, i labari dei Terzieri pievesi alle spiegazioni tecniche dei progettisti - c’è stato l’intervento di Valerio Bittarello, esperto di storia locale, che ha colto tutti di sorpresa. Vuoi perché ha superato i famosi “seven seconds” concordati per far parlare tutti senza annoiare il pubblico, vuoi perché non era previsto, vuoi perché ha arricchito con un tocco di colore il complesso degli interventi precedenti. La sfumatura più simpatica della relazione di Bittarello è stata in fase di chiusura, quand rivolgendosi a Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, ha detto “perché vedete, se il mio amico Alberto gode, godo anche io. Io sono per una filosofia del piacere..” E forse, lasciatemelo dire, posso solo immaginare che qualcuno degli illustri invitati in prima fila abbia avuto un leggero fremito. Chapeau Valerio.
Il testo ufficiale. La Chiesa di Santa Maria dei Servi riapre le porte al pubblico dopo quasi venti anni, e lo fa in grande stile per l’inaugurazione del Museo Diocesano ospitato nel piano sotterraneo. Ieri pomeriggio l’occasione ha richiamato un bagno di folla di Città della Pieve e non solo. Oltre agli ospiti illustri intervenuti – l’Arcivescovo Chiaretti, il Vicario Generale dell’Ordine dei Servi di Maria Azzalli la governatrice Lorenzetti, la Soprintendente Vittoria Garibaldi, il direttore degli Uffizi Antonio Natali, per citarne alcuni – tra le autorità presenti c’era anche Stefano Cimicchi, amministratore unico dell’Apt dell’Umbria. Del resto è significativo l’intervento del sindaco Claudio Fallarino, nel ricordare che Città della Pieve da ieri è diventata “ancor più città, perché si è dotata di un proprio museo e costituisce a maggior titolo un ulteriore punto di riferimento per l’intera Umbria”. Il Museo Diocesano del Santa Maria dei Servi sarà inserito nei
percorsi museali della Città del Perugino, ma dalla sua inaugurazione si punta già a farlo diventare un veicolo di promozione regionale. “Il restauro della Chiesa dei Serviti – ha spiegato il primo cittadino nel suo saluto -, che dal 1860 è divenuta di proprietà comunale, deve far sì che questo bene patrimoniale diventi un punto di riferimento e di richiamo. La denominazione di Museo Civico Diocesano sta a significare l’incontro positivo di due istituzioni, amministrazione comunale e Diocesi di Perugia- Città della Pieve, che hanno così sancito un comune percorso volto alla conservazione e valorizzazione del nostro ingente patrimonio”. E importante è stato anche l’impegno finanziario (con la partecipazione della Regione) per il restauro della Chiesa, iniziato nel 1990 e suddiviso in due stralci, motivo per cui in venti anni è rimasto un tesoro “nascosto”agli occhi di molti pievesi. Il Museo Civico-Diocesano si trova nei locali del piano sotterraneo, nel Rinascimento adibiti come coro inferiore, e più recentemente cantina. In un ambiente suggestivo, dove il soffitto a volte abbraccia un’illuminazione moderna, si possono ammirare otto dipinti olio su tela, tra i quali anche un noto Circignani, provenienti dalla Cattedrale, e dal Santuario della Madonna di Fatima di Città della Pieve e dalla Chiesa di San Leonardo situata nel borgo di Salci. Tutti datati tra la seconda metà del XVI secolo e i primi del XVII. A questi se ne aggiungeranno altri, come dimostrano alcuni piedistalli vuoti. Nella Chiesa - collegata al sotterraneo con un ascensore - sono stati eseguiti interventi di consolidamento statico e architettonico, e di recupero su stucchi,intonaci, pitture dell’altare, riportati all’antico splendore. Ora che “la Chiesa è tornata nel suo spirito”, ha ricordato la Soprintendente Garibaldi, inizia il conto alla rovescia per il prossimo taglio del nastro: prima il Museo Naturalistico e poi la Rocca Medievale, sede del Sistema Museale Territoriale e la Rete di Accoglienza Turistica.
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venerdì 20 marzo 2009
Non svegliare il ca..rabiniere che dorme
D'accordo che consigli comunali non siano davvero il massimo del divertimento - eccezion fatta per quelli di Castiglione del Lago dove la gente viene più per assistere al teatrino politico che per la trattazione dei punti all'odg. Ma riuscire a far addormentare anche un militare, abituato a strenui servizi d'ordine pubblico, è davvero troppo.
Nell'ultima seduta dell'assise passignanese i pochissimi presenti hanno potuto assistere ad un curioso episodio, molto probabilmente non visibile dalla parte dove siedono i consiglieri: un militare in servizio si è addormentato sulla sedia. E nonostante la posizione precaria, c'ha preso talmente tanto gusto da russare pure.
Diceva Andreotti: "Il potere logora.." Sì. Ma fa pure venire sonno..
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giovedì 5 marzo 2009
martedì 3 marzo 2009
Rilevatori di velocità off limits per il Ministero
Si può far rispettare il limite di velocità con apparecchiature di rilevazione ritenute illegali dal Ministero dei Trasporti? A quanto pare, sulle principali strade extraurbane del Trasimeno, la risposta è affermativa. Sotto la lente finiscono i dispositivi per il controllo della velocità, quindi dissuasori e rilevatori di ultima generazione che mostrano anche quanti punti verranno decurtati dalla patente. Il Ministero però avverte: in assenza dell’operatore di polizia si può ipotizzare l’omissione d’atti di ufficio. Così alcuni comandi di Polizia Municipale, tra i quali quello castiglionese, stanno facendo marcia indietro per rimuovere le apparecchiature tanto discusse. Dispositivi del genere se ne trovano lungo la sr 71 Umbro Casentinese: l’impianto semaforico operante per ogni senso di marcia nel centro di Moiano, che fa scattare il rosso ogni volta che il sensore collocato 200 metri prima rileva il superamento dei limiti consentiti, il rilevatore di ultima generazione all’intersezione con la sp 310 di Paciano, e quelli posizionati alle porte di Castiglione del Lago. Poi, sul versante della sr 599 gli ultimi rilevatori sono quelli di Casenuove di Magione, posizionati un anno fa. Anche in questo caso segnalano all’automobilista velocità e punti a rischio sulla patente. Eppure, stando ad una nota del Ministero dei Trasporti tutti questi dispositivi sono da considerarsi illegali perché non rientrano tra le apparecchiature soggette ad approvazione da parte del dicastero, ai sensi dell’art.45 del Codice della Strada e del regolamento di attuazione (dpr.495/1992). Già nel 2005, il Ministero in una nota di risposta al Comune di Treviso aveva specificato che “gli attuali dispositivi di controllo della velocità non possono essere adoperati in assenza dell'operatore di polizia”. A togliere dubbi è una seconda nota del Ministero datata 13
dicembre 2007. In questa comunicazione si legge che “i dispositivi di rilevazione finalizzati unicamente a visualizzare la velocità dei veicoli in transito non sono ricompresi tra quelli elencati dal vigente regolamento, e dunque non possono essere soggetti ad approvazione”e poi evidenzia che “la rilevazione di violazioni dei limiti di velocità di cui all'art. 142, senza che vengano comminate le relative sanzioni, potrebbe configurare l'ipotesi di omissione di atti d'ufficio a carico delle amministrazioni procedenti”. Da qui parte la corsa ai ripari di alcuni Comandi di Polizia Municipale del comprensorio, che stanno valutando bene l’opportunità di tenere ancora in piedi gli apparecchi. Perché in questi casi l’automobilista ne sa una più del diavolo.
dicembre 2007. In questa comunicazione si legge che “i dispositivi di rilevazione finalizzati unicamente a visualizzare la velocità dei veicoli in transito non sono ricompresi tra quelli elencati dal vigente regolamento, e dunque non possono essere soggetti ad approvazione”e poi evidenzia che “la rilevazione di violazioni dei limiti di velocità di cui all'art. 142, senza che vengano comminate le relative sanzioni, potrebbe configurare l'ipotesi di omissione di atti d'ufficio a carico delle amministrazioni procedenti”. Da qui parte la corsa ai ripari di alcuni Comandi di Polizia Municipale del comprensorio, che stanno valutando bene l’opportunità di tenere ancora in piedi gli apparecchi. Perché in questi casi l’automobilista ne sa una più del diavolo.
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C'era una volta..
e c'è ancora! Peccato che da 15 anni sia tutto ancora così come è stato lasciato.. a breve su questo blog la storia di un paese fantasma dalle antiche memorie ma visitabile solo on line
Il Tesoretto del Governo in un piattino - parola di un macellaio forzista.
Lo scorso 20 agosto Romano Prodi si è fermato a San Casciano dei Bagni di ritorno da un soggiorno nel senese. Ha preso un caffè con il sindaco Franco Piccheri e il capogruppo della maggioranza Annibale Savini. Al tavolo alcuni amici, la moglie Flavia naturalmente, e il giornalista Ansa Leonardo Mattioli, in duplice veste di direttore di CentritaliaNews. Dopo il coffee time al ristorante Daniela, Prodi ha fatto un breve giro tra le botteghe della città, durante il quale è stato fermato dallo storico macellaio Annibale, dallla fede azzurra. "Quando cade il governo?" ha chiesto l'"impunito" forzista. In compenso però Prodi ha ricevuto in omaggio una ceramica con il simbolo di San Casciano. Se mai servisse per il tesoretto, o per metterci due fette di mortadella..
work in progress on Trasìmeno Freestyle..
Bella lì! Benvenuto!
Questa è un'officina sempre in evoluzione.
Per chi preferiva la copertina del 2008, basta scorrere in fondo alla pagina, tra la folaghina Agatina, il premier Prodi e il sindaco Bellaveglia, c'è ancora il tramonto "sugoso" in cui campeggia Trasìmeno Freestyle. Nei prossimi giorni ne arriverà una nuova, bella fresca e d'insostenibile leggerezza. Promessa del nuovo anno!
Questa è un'officina sempre in evoluzione.
Per chi preferiva la copertina del 2008, basta scorrere in fondo alla pagina, tra la folaghina Agatina, il premier Prodi e il sindaco Bellaveglia, c'è ancora il tramonto "sugoso" in cui campeggia Trasìmeno Freestyle. Nei prossimi giorni ne arriverà una nuova, bella fresca e d'insostenibile leggerezza. Promessa del nuovo anno!

